Nel 2000 la città di Parma ha iniziato a dotarsi anch’essa di una la rete di teleriscaldamento. Nel 2010 il territorio coperto è circa del 30%. L’acqua scorre nelle tubature a 120 °C e la generazione avviene tramite caldaie alimentate a gas metano e da un grande motore a scoppio alimentato anch’esso a gas metano. La centrale fa cogenerazione, produce quindi oltre ad acqua calda anche energia elettrica. E’ prevista, in futuro, la realizzazione di un termovalorizzatore che vada a sostituire le caldaie nella produzione di calore ed elettricità.
posa tubi di teleriscaldamento
Anche le città di Reggio Emilia, Bologna e Piacenza stanno aprendosi al teleriscaldamento, nonostante i costi onerosi della posa delle condotte e i disagi creati agli abitanti dalla rimozione del manto stradale. I vantaggi infatti sono maggiori degli svantaggi: eliminazione dei singoli impianti e riduzione dei costi di manutenzione e minor inquinamento nell’aria. Nella città di Reggio Emilia circa 8.000 famiglie, uffici, aziende, supermercati, scuole ed ospedali, usufruiscono del calore trasportato dalla rete del teleriscaldamento. L’acqua surriscaldata (120°C) viaggia attraverso le tubature sino agli edifici allacciati e qui avviene lo scambio termico, così da permettere agli utenti di riscaldare gli ambienti e disporre di acqua calda ad uso igienico sanitario.


TARIFFE E COSTI DEL TELERISCALDAMENTO IN EMILIA ROMAGNA (in continuo aggiornamento)
Icona PDF
TELERISCALDAMENTO HERA BOLOGNA primo trimestre 2011 , TELERISCALDAMENTO HERA BOLOGNA terzo trimestre 2011 , TELERISCALDAMENTO HERA BOLOGNA quarto trimestre 2011 ,

TELERISCALDAMENTO HERA IMOLA CASTEL BOLOGNESE FAENZA secondo trimestre 2011, TELERISCALDAMENTO HERA IMOLA CASTEL BOLOGNESE FAENZA terzo trimestre 2011, TELERISCALDAMENTO HERA IMOLA CASTEL BOLOGNESE FAENZA quarto trimestre 2011,